Attenti alla truffa del parchimetro, ecco come ti rubano i soldi

Di solito ad agire è un gruppo di giovanissimi e lo fanno soprattutto di sera

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truffa parchimetro

Dopo la truffa dello specchietto con le sue innumerevoli varianti c’è quella del parchimetro. Tante sono le segnalazioni negli ultimi tempi. Di solito ad agire è un gruppo di giovanissimi e lo fanno soprattutto di sera. Spesso le vittime sono donne o persone di una certa età. Si appostano in un grande parcheggio (o anche lungo strade a pagamento, di solito appartate) e aspettano che la vittima di turno vada via “infuriata” dopo aver inserito delle monete all’interno del parchimetro. Cos’è successo? E’ presto detto: all’interno hanno inserito una sorta di bocchetta che impedisce al resto di scendere fino in fondo per poterlo ritirare. La vittima di turno, appunto, pensando di avere a che fare con un parchimetro rotto (anche questo capita sovente), va via e lascia perdere (anche perché di solito si tratta si pochi centesimi di euro). A quel punto entrano in azione i furfanti che si avvicinano alla macchinetta presunta “mangia-soldi”, estraggono la bocchetta et voilà, recuperano il vostro denaro. Naturalmente si sta parlando di quei parchimetri a tariffa “fissa”, dove è previsto il resto, in cui si paga in base alla sosta effettuata.

LA TRUFFA DEL SUPERMERCATO – Molto in voga, è poi la truffa del supermercato. In sostanza, una volta parcheggiata l’auto, vi si avvicina un ragazzino e vi chiede con sfrontatezza se avete raccolto da terra 10 euro che erano caduti dalla sua tasca. Se non ci cascate al primo colpo e rifiutate di “restituire” il denaro verrete seguiti (per non dire perseguitati) dallo stesso ragazzino e a quel punto da un adulto, che vi starà addosso con fare minaccioso. C’è chi per paura (pensate a un’anziana signora o a una ragazza che vanno a fare la spesa) sborsa i 10 euro senza fare troppe storie oppure con molta calma e sangue freddo l’unica cosa da fare è chiamare i carabinieri. Purtroppo negli ultimi tempi se le inventano tutte: infatti molto in voga è la truffa della gomma forata. Mentre sei alle prese con la sostituzione, ti vuotano l’auto dallo sportello (naturalmente dal lato opposto), portandoti via tutto. Vittima pochi giorni fa un 50enne di Aprilia, il quale si era recato in un centro commerciale e una volta uscito, la sorpresa: la gomma della sua auto era bucata. E’ proprio in questo momento che ha inizio la truffa.

LA TRUFFA – La vittima poggia il borsello sul sedile lato passeggero. Procede al cambio della gomma ma quando è tutto finito si accorge che gli è sparito tutto. Immediata è scattata la denuncia. Ma non è solo questo l’unico modo di essere derubati. A Roma e in provincia è infatti arrivata la truffa del pongo. Come funziona? E’ presto detto: durante un sorpasso, l’auto della vittima designata, viene colpita da una pallina di pongo all’altezza dei finestrini. Il colpo, grazie all’effetto della velocità, crea una striatura sugli stessi. L’effetto ottico è sorprendente: a prima vista, infatti, il danno sembra esserci veramente.

IL RACCONTO DI UN’AUTOMOBILISTA A FIUMICINO – “L’altro giorno, mentre tornavo da Fiumicino, ho sorpassato a buona distanza una macchina (un’Alfa Mito grigio chiaro metallizzato). Durante il sorpasso ho sentito un botto secco sulla mia macchina, come quando un sasso ti colpisce un vetro. Subito dopo la vettura che avevo sorpassato comincia a lampeggiarmi. Non capisco bene, ma siccome insiste mi accosto e il tale (brutta faccia; grassoccio; parlata sicula; si presenta come Emiliano) mi dice che il mio sportello gli si è aperto in faccia e lo ha danneggiato. Io sulle prime, preso di sorpresa, ci credo. Controllo sul fianco della mia macchina e vedo uno striscio bianco di cinquanta centimetri. Mi spavento. Mi avvicino alla macchina del tale, che ha un danno minimo, per giunta a un’altezza che non coincide col mio striscio. Comincio a insospettirmi. Tra l’altro mi dico che uno sportello, che ho chiuso con le mie mani, non può aprirsi e chiudersi perfettamente, e, se sbatte contro qualcosa in velocità, la distrugge e si distrugge. Lui dice che ha fretta, che il danno sarà di duecento euro e che se lo farà riparare dal suo carrozziere. Io tiro fuori il telefono e faccio per fotografare i danni suo e mio. A quel punto la fretta del tale diventa estrema; mi chiede se ce li ho, gli euro. Capisco la manfrina. Io dico di no. Lui chiede “a quanto posso arrivare”. Allora capisco. Gli dico che non ho niente e lui dice: “Va be’, pensi alla salute” e se ne va. Controllo lo sfregio della mia macchina. Non è una botta, è una specie di strisciata di pongo, che si toglie fregando col dito.
In parole povere, era un tentativo di truffa. Mi hanno lanciato una pallina di pongo in velocità simulando un danno, e quando mi hanno visto resistente e fotografante se ne sono andati. Devo supporre che sia un metodo studiato con cura. Può darsi che qualcuno di voi in autostrada incappi in questi tizi. Fate attenzione”.

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